È una domanda che tutti si pongono, anche molti praticanti di Yoga. 

LO YOGA E’ UNA RELIGIONE?

Lo Yoga è in contrasto con il mio sentire religioso? Devo cambiare il mio credo in favore di un altro? Non posso praticare Yoga, oppure pronunciare l’Om, se sono credente?

No, lo yoga non è una religione come il Giainismo, l’Induismo, il Buddhismo, il Sikhismo e non è in conflitto con la nostra religione o con la nostra sensibilità.

È vero che troviamo riferimenti a Dio, ma con un significato in senso Divino, come: l’Universo, la Madre Terra, la fonte dell’infinito ed eterno Amore, è tutto ciò che ci circonda.

PERCHE’ TROVIAMO COSI’ TANTI DEI NELLO YOGA?

Queste divinità rappresentano l’incarnazione delle diverse energie.

Anzitutto lo yoga nasce da una tradizione orale, in cui veniva tutto tramandato soltanto a voce e per tale motivo servivano racconti ricchi di immagini suggestive e facilmente esplicative.

In molti casi, le funzioni degli Dei sono le stesse degli esseri umani, come nelle favole e nei miti. Se facciamo riferimento ai racconti antichi troviamo Dei che hanno sentimenti molto simili a quelli umani: invidia, gelosia, rabbia, amore. Quindi sono utili per permettere di trasmettere un messaggio.

Negli yoga SUTRA troviamo la parola ISHWARA tradotta come Dio, Universo, Natura, un’Essenza più ampia, quindi, di un concetto riferito ad una religione specifica.

Lo yoga è una scienza che ha una dimensione spirituale molto importante, tanto che indaga il nostro Essere e non offre sicuramente una nuova religione. La scienza e la vita dello Yoga sono quindi un’occasione per poter entrare in connessione con la nostra parte più intima e spirituale. Praticare lo Yoga e la meditazione ci aiuta ad armonizzare corpo, respiro e spirito. Quando uniamo la pratica più fisica degli asana alla meditazione, agli esercizi di pranayama, ma anche allo studio dei testi, diventiamo più consapevoli di essere un tutt’uno con ciò che ci circonda e raggiungiamo una più profonda connessione con noi stessi e con il mondo.

LO YOGA È LIBERTÀ

Negli Yoga sutra di Patanjali non viene proposto un dogma, ma è un invito a provare su noi stessi gli insegnamenti. Siamo invitati a sviluppare una nostra personale ricerca, anche verso la dimensione spirituale.

Ma se non ci sentiamo a nostro agio cantando l’Om o i mantra, non dobbiamo sforzarci. Possiamo sentirci liberi di accogliere e fare nostro ciò che preferiamo, e lasciare andare ciò che non ci appartiene. Questo non significa stravolgere i testi, ma imparare a conoscerli, rispettarli, ma rispettare anche noi stessi scegliendo ciò che sentiamo in armonia con il nostro essere e lasciar andare ciò che (forse in quel determinato momento) non fa per noi.